(Dopo le ferie pasquali e già bisognosi di altre vacanze)
Cosa si fa con un cliente che rimanda al mittente tutte le proposte di grafica e copy (sempre numerose, perchè sennò dice che non hai lavorato abbastanza) e come motivazione ti dice "mmm, non va bene"??
Visualizzazione post con etichetta copy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta copy. Mostra tutti i post
martedì 1 aprile 2008
lunedì 3 marzo 2008
Il manifesto del "vero copywriter"
In tema di elezioni politiche, ci sta anche bene.
Probabilmente molti lo conoscono, ma per chi non l'avesse mai visto ne consiglio la lettura.
Se poi siete curiosi di conoscerne la storia, fatemelo sapere, che provvedo.
CERCHIAMO UN VERO COPYWRITER
Che cosa chiediamo
Per noi un copywriter non è un giocatore di parole o un inventore di fantasie gratuite.
È qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano. Un italiano chiaro, semplice, vivo; mai manieristico o inutilmente goliardico.
Come tutti coloro che hanno vere capacità creative, è un pignolo. Prima di metter mano a una campagna vuol sapere tutto sul mercato, sul prodotto, sul consumatore.
Nella realizzazione, cura minuziosamente tutti i dettagli.
Ama parlare con la gente, verificarsi direttamente con il pubblico. Diffida delle ricerche se sono troppo schematiche, troppo astratte o troppo astruse.
Crede nel nostro mestiere, lo prende sul serio, si impegna a fondo. Si diverte a farlo bene.
È malato di inguaribile curiosità. Vuol sapere che cosa c’è di nuovo nella testa della gente.
Difende con chiarezza le sue idee, ma sa anche ascoltare. Sa che nel nostro lavoro chi smette di imparare diventa presto inutile.
È un buon compagno di lavoro. Rispetta i suoi colleghi in tutti i reparti dell’agenzia e si fa rispettare da loro.
Sorride spesso. Riesce a mantenere il huonumore anche quando un regista sbaglia una ripresa o un cliente rifiuta una proposta.
Non si accontenta mai della mediocrità.
Probabilmente molti lo conoscono, ma per chi non l'avesse mai visto ne consiglio la lettura.
Se poi siete curiosi di conoscerne la storia, fatemelo sapere, che provvedo.
CERCHIAMO UN VERO COPYWRITER
Che cosa chiediamo
Per noi un copywriter non è un giocatore di parole o un inventore di fantasie gratuite.
È qualcuno che sa scrivere molto bene in italiano. Un italiano chiaro, semplice, vivo; mai manieristico o inutilmente goliardico.
Come tutti coloro che hanno vere capacità creative, è un pignolo. Prima di metter mano a una campagna vuol sapere tutto sul mercato, sul prodotto, sul consumatore.
Nella realizzazione, cura minuziosamente tutti i dettagli.
Ama parlare con la gente, verificarsi direttamente con il pubblico. Diffida delle ricerche se sono troppo schematiche, troppo astratte o troppo astruse.
Crede nel nostro mestiere, lo prende sul serio, si impegna a fondo. Si diverte a farlo bene.
È malato di inguaribile curiosità. Vuol sapere che cosa c’è di nuovo nella testa della gente.
Difende con chiarezza le sue idee, ma sa anche ascoltare. Sa che nel nostro lavoro chi smette di imparare diventa presto inutile.
È un buon compagno di lavoro. Rispetta i suoi colleghi in tutti i reparti dell’agenzia e si fa rispettare da loro.
Sorride spesso. Riesce a mantenere il huonumore anche quando un regista sbaglia una ripresa o un cliente rifiuta una proposta.
Non si accontenta mai della mediocrità.
giovedì 31 gennaio 2008
Che lavoro fai?
"Bella domanda", mi verrebbe da rispondere.
Perchè se già prima, quando lavoravo in un'agenzia di comunicazione avevo dei problemi (ed usavo il breve e riconoscibile "giornalista"), ora non so proprio da dove iniziare.
Ho cominciato questo nuovo lavoro da qualche mese, Quasi per caso. E devo dire che mi piace.
Essendo la mia un'agenzia medio grande, riesco a ricoprire più ruoli.
Ho scoperto di essere un'account, che faccio anche la copy, che mi chiedono cose da web editor e che non me la cavo male come project manager.
Ehhhh?
La cosa più complicata è che a parte il fidanzato (che ormai ne ha le scatole piene di sapere i particolari del tuo lavoro) e qualche amico/a fidato, neanche i tuoi genitori sanno bene cosa fai.
Una volta te lo hanno chiesto. Lo hai spiegato loro. Ma mi sa che continueranno a dire "fa la giornalista".
La domanda è: perchè qualcuno non inventa un bel bignamino colorato o anche un'accattivante mini brochure da sganciare nelle mani del prossimo che chiede: "e tu, che lavoro fai?"
Perchè se già prima, quando lavoravo in un'agenzia di comunicazione avevo dei problemi (ed usavo il breve e riconoscibile "giornalista"), ora non so proprio da dove iniziare.
Ho cominciato questo nuovo lavoro da qualche mese, Quasi per caso. E devo dire che mi piace.
Essendo la mia un'agenzia medio grande, riesco a ricoprire più ruoli.
Ho scoperto di essere un'account, che faccio anche la copy, che mi chiedono cose da web editor e che non me la cavo male come project manager.
Ehhhh?
La cosa più complicata è che a parte il fidanzato (che ormai ne ha le scatole piene di sapere i particolari del tuo lavoro) e qualche amico/a fidato, neanche i tuoi genitori sanno bene cosa fai.
Una volta te lo hanno chiesto. Lo hai spiegato loro. Ma mi sa che continueranno a dire "fa la giornalista".
La domanda è: perchè qualcuno non inventa un bel bignamino colorato o anche un'accattivante mini brochure da sganciare nelle mani del prossimo che chiede: "e tu, che lavoro fai?"
Etichette:
account,
copy,
genitori,
lavoro,
project manager,
web editor
Iscriviti a:
Post (Atom)